Cos'è
La presentazione del volume La guerra civile nell’Abruzzo teramano 1861-1866 costituisce un’importante occasione per approfondire, attraverso la ricerca storica e la narrazione degli eventi, una pagina significativa della storia del nostro territorio.
Il volume verrà presentato da:
- Deputazione Abruzzese di Storia Patria,
- Istituto Abruzzese di Ricerche Storiche,
- Archivio di Stato di Teramo,
con il patrocinio della Fondazione Celommi, proprietaria delle opere pittoriche appositamente realizzate per illustrare l’opera.
Relatori:
Prof. Berardo Pio
Alma Mater Studiorum Università di Bologna
Prof. Roberto Ricci
Vice presidente della Deputazione Abruzzese di Storia Patria
Dr. Ottavio Di Stanislao
Direttore dell’Istituto Abruzzese di Ricerche Storiche
Prof. Leandro Di Donato
Istituto Abruzzese di Ricerche Storiche
Dr.ssa Oriana Rizzuto
Direttrice Archivio di Stato di Teramo.
Contenuti del volume
La guerra civile nell’Abruzzo teramano, 1861-1866 offre una cronaca dettagliata delle vicende che ebbero luogo nella provincia teramana, allora denominata Abruzzo Ulteriore Primo e comprendente buona parte dell’attuale provincia di Pescara, durante il periodo successivo alla caduta della Real
Piazza di Civitella del Tronto. Il Teramano fu in quegli anni teatro di una sanguinosa guerra civile che vide contrapposte le nuove autorità unitarie ed ampia parte del popolo, ancora fedele a Francesco II. La “reazione” borbonica, o “brigantaggio”, che oggi verrebbe definita “resistenza”, di matrice
politica, si organizzò in compagnie ausiliarie, istituite dal governo borbonico in esilio. L’opera, sulla scorta di documenti d’archivio, epistolari, articoli di giornale e memorie tramandate oralmente, ricostruisce le azioni di tali compagnie ausiliarie, la loro organizzazione, i nominativi e le azioni di coloro che militarono in ognuna di esse, gli scontri sostenuti, i reparti italiani contro i quali combatterono, gli itinerari seguiti. Le nuove autorità nazionali contrastarono la “reazione” riservando al Teramano il trattamento di una colonia in rivolta, incendiando interi villaggi, boschi, masserie e fucilando “briganti” ma anche persone inermi e del tutto estranee al conflitto in corso. I borbonici, inferiori di numero e mal armati, conoscevano tuttavia meglio il territorio e continuarono caparbiamente a combattere fino al loro completo annientamento. Parallelamente ai fatti d’arme, vengono ricostruite anche le gravi ripercussioni che la guerra civile ebbe sulla Chiesa aprutina e sul futuro San Gabriele dell’Addolorata, che in quel periodo viveva nel convento passionista di Isola del Gran Sasso.
L’incontro si svolgerà presso l’Auditorium Santa Maria a Bitetto, in via Stazio 48, a Teramo.