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Si rischia per farsi notare, un'indagine nelle scuole superiori teramane fotografa con risultati sorprendenti l'approccio alla strada dei giovani

creato da Ufficio Stampa
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ultima modifica 11/02/2009 15:29

Con l'obiettivo di promuovere una cultura della sicurezza e della prevenzione dell'incidentalità stradale, l'Assessorato alla Viabilità e ai Trasporti della Provincia ha avviato una indagine tra gli studenti teramani nell'ambito del progetto "Ruote Sicure".

 

L'indagine è stata curata dai docenti di psicologia del lavoro e delle organizzazioni dell'Università di Padova Nicola De Carlo e Alessandra Falco e da Alessandra Piccirelli della Scuola di Dottorato di Ricerca (sempre dell'Università di Padova) ed è stata illustrata dagli stessi docenti questa mattina, in conferenza stampa, alla presenza del Vice Presidente e assessore ai Trasporti, Giulio Sottanelli, e dei partner del progetto. Presenti anche Lantino Romani, responsabile dell'Ufficio scolastico provinciale, la comandante della Polizia provinciale Nadia Carletti, il coordinatore del progetto per l'Aupi (l'Associazione unitaria psicologi italiani) Tiengo Giovanbattista e rappresentanti dell'Unasca, l'associazione che riunisce le autoscuole.

 

Dall'indagine sono stati tratti 1.126 questionari compilati da altrettanti giovani utenti della viabilità (619 maschi e 492 femmine) di età compresa fra i 14 e i 17 anni e frequentanti le scuole medie superiori.

 

Al campione coinvolto è stato somministrato - durante le ore di lezione, da professionisti psicologi esperti di prevenzione e sicurezza stradale - un test finalizzato a rilevare la percezione del rischio stradale dei giovani utenti delle due ruote.

 

Complessivamente, i giovani associano la parola "rischio" ai concetti di pericolo, incoscienza ed esibizionismo. Se tuttavia per le ragazze il rischio è soprattutto pericolo, paura ed incoscienza, per i ragazzi esso si associa in misura maggiore ai concetti di sfida, eccitazione e divertimento.

Le principali motivazioni che spingono i giovani a correre dei rischi rientrano nei più ampi processi della socializzazione e dei bisogni di accettazione e di appartenenza che caratterizzano l'età adolescenziale, per cui si "rischia" per farsi notare (81%), per essere accettati dal gruppo (76%), per sentirsi più grandi (81%) e per divertirsi (72%).

 

I giovani si sentono sicuri di sé quando sono alla guida. È diffusa inoltre una sottovalutazione di quanto incida la responsabilità umana negli incidenti stradali. Sono infine i ragazzi a commettere con più frequenza, rispetto alle ragazze, violazioni di tipo ordinario, aggressivo e trasgressivo.

 

Per quanto riguarda il comportamento di guida messo in atto dai familiari, i giovani dichiarano di osservare solo "qualche volta" nei loro genitori l'adozione di comportamenti di guida altruistici e di attenzione nei confronti degli altri utenti della strada e nel contempo di commettere violazioni al Codice della Strada di tipo ordinario e aggressivo. Rispetto a comportamenti quali guidare dopo aver bevuto alcolici, non dare passaggi agli amici, andare troppo velocemente, il 39% dei ragazzi ha dichiarato che i genitori non si intromettono mentre il 57% afferma che i genitori consigliano delle regole lasciando comunque loro liberi di decidere.

 

I risultati della ricerca saranno presentati ufficialmente nel corso di un incontro pubblico in programma lunedì 2 marzo, alle ore 10, nella sala polifunzionale della Provincia.

 

"Sarà l'occasione per dare ampia diffusione ai risultati di questa ricerca - ha annunciato il Vice Presidente Sottanelli - nell'ambito di un'azione di sensibilizzazione che dovrà coinvolgere le scuole e tutti i soggetti che a vario titolo sono interessati a ciò che avviene sulla strada. L'obiettivo è far arrivare ai giovani un messaggio chiaro e il più possibile orientato a suggerire comportamenti responsabili".

 

 

 

Teramo, 11 febbraio 2009

 

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