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La Provincia avvia il Piano Energetico e ribadisce il suo no alle centrali Turbogas.

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ultima modifica 17/08/2022 22:27

Sarà redatto da Agena in collaborazione l'Università dell'Aquila.

Sarà AGENA, l’Agenzia per l’energia e l’ambiente, in collaborazione con l’Università dell’Aquila, Dipartimento ingegneria meccanica, energetica e gestionale, a redigere per conto della Provincia, il Piano Energetico Provinciale.

Linee programmatiche, modalità e tempi di realizzazione sono stati illustrati questa mattina in conferenza stampa dal presidente Ernino D’Agostino e dal direttore di Agena, Mario Filippini. Erano presenti anche i capigruppo di maggioranza.

Nel corso dell’illustrazione, il presidente ha ribadito la contrarietà della Provincia alle centrali “a ciclo combinato”, le turbogas di grandi dimensioni, senza avere un quadro di riferimento certo.

“Non c’è ostilità nei confronti del Comune di Teramo (che sta valutando l’ipotesi di realizzarne una nella frazione di Rapino n.d.r.) è scritto nelle linee programmatiche di questa amministrazione – ha dichiarato – laddove si afferma in maniera netta che dobbiamo avere un quadro programmatico prima di assumere decisioni che hanno un così grande impatto sull’ambiente e sulla salute dei cittadini”.

D’Agostino si è soffermato su alcuni aspetti sottolineando che l’impianto che il Comune di Teramo ha in animo di realizzare produrebbe 3 volte di più dei consumi attuali della provincia teramana, con un fatturato di circa 900 milioni di euro l’anno. Il presidente, inoltre, ha ricordato che la Provincia ha espresso, in precedenza, la stessa posizione nei confronti del Comune di Montorio.

“Sui rischi delle turbogas c’è un dibattito scientifico molto aperto – ha concluso – e non è una decisione che possa essere assunta senza avere prima aver definito fabbisogni energetici e valutato le diverse opzioni sulle fonti e sugli strumenti di approvvigionamento. Definizione che noi affidiamo al Piano Energetico e anche se la Provincia non ha un potere autorizzatorio rispetto agli impianti crediamo che non si possa non tener conto del contributo tecnico-scientifico che questo può offrire”.

Il Piano, come ha avuto modo di spiegare Mario Filippini, è uno strumento di pianificazione e gestione delle risorse energetiche e fra i suoi obiettivi principali ci sono la riduzione dei consumi attraverso una gestione migliore delle fonti tradizionali e la promozione di comportamenti; lo sviluppo di fonti alternative, la riduzione dell’impatto sull’ambiente e sulla salute prodotti da un delle fonti.

Il tema dell’energia è fortemente avvertito dai cittadini sia per i costi sempre più alti dell’approvvigionamento e, quindi, dei consumi, sia per le notevoli implicazioni fra i sistemi di approvvigionamento e l’inquinamento dell’ambiente in particolare dell’aria.

Inoltre, oggi, si affaccia un nuovo scenario delineato dalla liberalizzazione del mercato e dalla possibilità, quindi, di acquistare energia, prodotta in diverso modo, da soggetti privati. Al Piano, quindi, è affidato il compito di Individuare soluzioni efficaci e innovative sia per i consumi domestici che per quelli industriali e agricoli.

Andrà a definire, inoltre, la localizzazione territoriale di impianti rinnovabili: fotovoltaici, eolici e geotermici. Una buona parte di impegno, infine sarà profusa da Agena in attività di formazione e informazione per promuovere . Entro il 30 novembre sarà completata la fase di esame e diagnosi dello stato attuale. Il Piano sarà pronto a novembre 2006.

Nella fase di esame del territorio sono previste una serie di azioni di “ascolto”; si comincia lunedì 19 settembre – ore 16 Sala Consiglio – con un confronto con tutte le rappresentanze degli emti locali, società di servizi, associazioni di categoria, l’Università, i Consorzi per lo smaltimento rifiuti, associazioni di consumatori.

Alcuni dati – fonte Agena
Attualmente, in provincia di Teramo, consumiamo 1 miliardo e mezzo di chilovattora l’anno (1.550 GWh). Si calcola che con un l’attuazione di una serie di interventi si possa risparmiare fino al 10% dei consumi, circa 150.000.000 chilovattora (150 gwh). Tenuto conto che il costo medio di un chilovattore è di 18 centesimi, si calcola un risparmio annuo di 25 milioni di euro.

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