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Centro La Fenice: la testimonianza delle donne uscite dalle storie di violenza grazie ai servizi della Provincia

creato da Volontari Servizio Civile
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ultima modifica 01/12/2017 12:25

Federica Vasanella: "Esempi concreti che possono aiutare altre donne a denunciare"

Teramo 1 dicembre 2017. Anni di violenza domestica, abusi e sofferenza per sé stesse e anche per i figli: poi l’incontro con La Fenice, il percorso sostenuto e sorretto verso una nuova vita. Ieri sera alla Biblioteca Delfico la toccante testimonianza di una donna che è riuscita ad emanciparsi da una storia familiare di violenza grazie al supporto del centro “La Fenice”, il servizio antiviolenza della Provincia di Teramo.

“In quest’ultimo anno sono aumentate le donne che si rivolgono al nostro servizio – ha dichiarato la consigliera provinciale alle pari opportunità, Federica Vasanella – un aumento che coincide con la scelta della Provincia di gestire in proprio il servizio che oggi è tornato nella sua sede storica a Teramo, in via Trento e Trieste, dopo la Casa del Mutilato. Stiamo promuovendo una serie di incontri, dentro le scuole in particolar modo, e nei luoghi associativi. Quando c’è la disponibilità delle donne presentiamo anche delle testimonianze: esempi concreti di come sia possibile uscire da situazioni, anche molto estreme, se le istituzioni sono al tuo fianco”.

“Dalla violenza ci si può salvare” questo, infatti, il tema dell’iniziativa organizzata alla Delfico da Lorena Marcelli, scrittrice e presidente dell’associazione culturale Elle Emme, in collaborazione con il Centro antiviolenza della Provincia e alla quale ha preso parte anche la Consigliera supplente di Parità, Monica Brandiferri autrice di uno dei racconti raccolti nell’antologia “Eva non è sola”. Fra gli interventi anche quelli della psicologa del Centro, Cristina Bellocchio, del prefetto Graziella Patrizi e di Laura Pratesi, dirigente dell’Anticrimine della Polizia di Stato.

In queste settimane il Centro Antiviolenza ha portato la sua esperienza e ha contestualizzato gli aspetti legati alla violenza di genere a Torricella, all’Istituto comprensivo; ad Alba Adriatica a cura dell'associazione "Donne in Alba"; a Giulianova con un’iniziativa che ha visto la partecipazione di numerose scuole; ad Atri all’Istituto “Zoli” dove in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la CPO di Atri promosso il concorso Oltre la violenza. Identità, educazione e consapevolezza; gli studenti premiati, nei prossimi giorni, verranno a visitare il Centro a Teramo.

“Sono molte le iniziative in itinere – chiosa la Vasanella ricordando anche  la campagna di informazione “mai più in silenzio” assunta dalla Commissione pari opportunità in collaborazione con l’associazione dei Costruttori edili – è fondamentale far conoscere il Centro e i casi risolti positivamente ma anche rafforzare la rete delle istituzioni che a diverso titolo si occupano della violenza contro le donne, dalla Asl alle Forze dell’Ordine. Un rete forte fa sentire le donne protette, condizione indispensabile per trovare il coraggio di denunciare”.

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