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Teramo. "Porte aperte", il progetto del centro antiviolenza La Fenice

creato da Servizio Civile Provincia di Teramo
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ultima modifica 23/11/2019 10:05

Il centro antiviolenza La Fenice di Teramo ha accolto il 22 Novembre 2019 gli studenti delle scuole superiori per un incontro informativo. Il 40% delle donne che si sono rivolte a La Fenice sono uscite dal tunnel della violenza.

E' un messaggio di speranza quello che emerge dal rapporto sull'attività del Centro Antiviolenza "La Fenice" gestito dalla Provincia: il 40% delle donne che accetta il percorso di assistenza  riesce ad uscire dalla spirale della violenza e a "ricostruire" una nuova vita.

E' uno degli elementi significativi emersi nel corso dell'open day con gli studenti e le studentesse del "Montauti-Delfico-Convitto" alla presenza di molti dei soggetti che costituiscono la rete provinciale dell'antiviolenza a partire dalla prefetta, Graziella Patrizi, che ha dialogato con i ragazzi: "Le donne, le famiglie, devono sapere che non sono soli, che l'istituzione c'è e che abbiamo moltiplicato gli sforzi proprio nella consapevolezza che il fenomeno, almeno in Italia, è in aumento - ha dichiarato - il problema ha le sue radici negli aspetti relazionali ed è su questi che dovremo lavorare".

Il rapporto sull'attività del Centro è stato illustrato dalla responsabile Annapaola Di Dalmazio che ha sottolineato che i dati emersi hanno consentito alla provincia di orientare le scelte: "Come quella di aprire un nuovo punto di ascolto nell'area montana, a Isola del Gran Sasso e di portare le psicologhe da una a due perchè è il servizio più richiesto".
La presidente della Commissione pari opportunità, Tania Bonnici Castelli, ha ricordato le numerose campagne di comunicazione sociale pensate per raggiungere il più alto numero di persone: "Perchè c'è ancora tanto fare per far comprendere i tanti risvolti di questo fenomeno e la CPO ha stretto rapporti di sinergia con tanti Ordini professionali e cercato di raggiungere le donne proprio nel momento del bisogno".

Gli studenti erano accompagnati dalla dirigente scolastica, Loredana Di Giampaolo e dalla docente Anna Pompilli (già consigliera di parità della Provincia): tante le domande e le curiosità dei ragazzi che per la prima volta hanno avuto modo di verificare i numerosi aspetti collegati alla Rete antiviolenza e alle istituzioni che la sostengono. Hanno portato il loro saluto anche la vicesindaca del Comune di Teramo, Cristina Marroni, e Anna Di Paolantanio autrice, fra le altre cose dello spettacolo "Amori Amari".

"D'ora in poi rivolgeremo la nostra azione verso quel 60% di donne che dopo un primo approccio con il Centro decide di non proseguire - ha chiosato la consigliera provinciale delle pari opportunità, Beta Costantini presente insieme al vicepresidente Alessandro Recchiuti e alla dirigente dellle pari opportunità, il segretario generale Daniela Marini - è chiaro che uno dei nostri principali obiettivi deve essere quello di poter offrire un sostegno a 360 gradi: cercando di sostenere anche i figli coinvolti in queste vicende e di convincere gli uomini maltrattanti, laddove è possibile, a seguire un percorso pasicologico. Prevenire la violenza prima che sfoci in tragedia".

 

 

Notizia a cura dell'ufficio stampa della Provincia di Teramo.

In allegato il rapporto integrale sull'attività del Centro antiviolenza (anni 2016 - 2019).

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