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Trekking sul Gran Sasso con il Progetto Girandola

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ultima modifica 10/06/2010 13:35

Con una giornata di trekking sul Gran Sasso si conclude la sesta edizione di "Girandola" il progetto di educazione ambientale realizzato dalla Polizia provinciale in collaborazione con gli assessorati alla Pubblica Istruzione e all'Ambiente.

Il Progetto Girandola quest'anno, a grande richiesta di tutto il corpo docente che ha collaborato con la Polizia Provinciale, si conclude con una giornata dedicata al trekking.

La partecipazione è aperta a tutti gli insegnanti, studenti e relative famiglie ed è fissata per il 13 giugno 2010 . Lo scopo è quello di riscoprire la nostra montagna, il Gran Sasso d’Italia.

Informazioni per la partecipazione

  • Coloro che vorranno partecipare sono invitati a comunicare la propria adesione entro e non oltre l’11 giugno 2010 al numero 3292608927;
  • Il luogo di raduno è fissato alle ore 9.00 del 13.06.2010 nel piazzale di S. Gabriele di Isola del Gran Sasso d’Italia;
  • Coloro che vorranno potranno partecipare, alla fine della passeggiata, al pranzo nel Ristorante Casale, al costo di € 15.00 (due primi, un secondo, dolce, caffè e bevande incluse);
  • Si consigliano scarponcini da trekking.

Informazioni sul percorso

Il percorso previsto ha inizio a Casale S. Nicola, fraz. di Isola del Gran Sasso d’Italia. Si tratta, come sempre di un sentiero Italia del Club Alpino Italiano, che segue un’antichissima via che metteva in contatto la Valle Siciliana e Campo Imperatore, passando per il Passo di Vaduccio. Qui si trovavano vie commerciali dove ogni prodotto, a cominciare dalle maioliche di Castelli, alle scupine (zampogne), agli oggetti in rame di Tossicia, ecc. potevano essere introdotti per essere venduti. Nel Medioevo, per trecento anni, la Valle Siciliana appartenne all’Aquila. Essa era un circondario composto da diversi comuni (Isola, Castelli, Castel Castagna, Colledara, Tossicia, Pietracamela e Fano Adriano). Oltre ad aver dato i natali a S. Berardo, Conte di Pagliare e Protettore di Teramo, nel Basso Medio Evo fu assegnata da Carlo V a Fernando Alarçon De Mendoza, che aveva catturato il re di Francia, che ne fece capoluogo Tossicia.

Si sale verso le rovine del monastero di S. Nicola e prima di arrivare, lungo il sentiero del CAI, a metri 988 s.l.m, si incontra Fonte S. Nicola, le cui acque erano ritenute taumaturgiche per la affezioni della testa. Seguendo il sentiero infine si arriva alle rovine del monastero di S. Nicola di Bari, di osservanza camaldolese maschile.

Seguendo il Sentiero Italia del CAI si entra infine nella faggeta fino ad arrivare sotto il Paretone del Monte Corno a metri 1.400 s.l.m.

Fedele Romani, scrittore,(1855 – 1910) di Colledara “Il Gran Sasso si mostra più magnificamente elevato e superbo. La sua altezza non è grande (2914 m.), se la si paragona, per esempio, a quella delle più ardue cime delle Alpi; ma io non ho mai visto un monte che più faccia pompa della sua statura, e che svegli nell'animo più intensamente il senso della maestà e del sublime. L'altezza di altri monti famosi che io ho veduti, è ordinariamente preparata da molte colline e da potenti contrafforti, per modo che spesso le più ardite cime sembrano a primo sguardo poco elevate e al tutto indegne della loro fama”.

E’ il Fiscellus Mons dei Romani.

La prima ascensione al Monte Corno di cui rimangono fonti scritte fu quella che nel 19 agosto 1573 fece il capitano Francesco De Marchi, che ne lasciò uno straordinario manoscritto.

...Addunque questo monte è veramente il più alto e il più orrido di tutti i monti d’Italia perche sendo alla cima si vede il Mare Adriatico, il Ionico, et il Tirreno, et se non vi fussero tanti monti trà mezzo si vederebbe ancora il Mar Ligustico.  Dico che vi son tali precipitii, che passano cinque miglia dove non possano andar Huomeni, ne Annimali se non Ucelli; dicendo che Chi lassa cadere una pietra giù per una di quelle vene che per piccola ch’ella sia ne muoverà tante de l’altre che faranno Tuono per un’hora che parerà cosa orrenda e spaventosa...

Dalla base del Paretone si scende verso Fonte Nera 950 metri s.l.m. da qui, muovendosi sempre all’interno di stupende faggete si arriva allo Scangalo e quindi si torna a Casale S. Nicola.

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