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Piano operativo di razionalizzazione delle Società Partecipate

creato da Programmi Integrati Territoriali
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ultima modifica 01/04/2015 09:40

Approvato con Delibera del Presidente nr. 109 del 31/03/2015

In allegato il piano di razionalizzazione e la relativa delibera di approvazione.

Premessa

La legge di stabilità per il 2015 (l.190/2014) ha imposto agli enti locali l’avvio di un processo di razionalizzazione che posa produrre risultati già entro la fine del 2015.

Il comma 611 della legge 190/2014, infatti, dispone che, allo scopo di assicurare “il coordinamento della finanza pubblica, il contenimento della spesa, il buon andamento dell’azione amministrativa e la tutela della concorrenza e del mercato”, gli enti locali devono avviare un “processo di razionalizzazione” delle società e delle partecipazioni, dirette ed indirette, che permetta di conseguirne una riduzione entro il 31/12/2015.

Lo stesso comma indica i criteri generali a cui il detto processo di razionalizzazione deve ispirarsi:

  1. eliminazione delle società e delle partecipazioni societarie non indispensabili al perseguimento delle proprie finalità istituzionali, anche mediante messa in liquidazione o cessione;
  2. soppressione delle società che risultino composte da soli amministratori o da un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti;
  3. eliminazione delle partecipazioni detenute in società che svolgono attività analoghe o similari a quelle svolte da altre società partecipate o da enti pubblici strumentali, anche mediante operazioni di fusione o di internalizzazione delle funzioni;
  4. aggregazione di società di servizi pubblici locali di rilevanza economica;
  5. contenimento dei costi di funzionamento, anche mediante riorganizzazione degli organi amministrativi e di controllo e delle strutture aziendali, nonché attraverso la riduzione delle relative remunerazioni.

Piano operativo e rendicontazione

Il comma 612 della legge 190/2014 prevede che i presidenti delle province “in relazione ai rispettivi ambiti di competenza”, definiscano e approvino, entro il 31 marzo 2015, un piano operativo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie possedute.

Il piano definisce modalità, tempi di attuazione, esposizione in dettaglio dei risparmi da conseguire. A tale piano è allegata una specifica relazione tecnica.

Il piano è trasmesso alla competente sezione regionale di controllo della Corte dei conti ed è pubblicato sul sito internet dell’ente.

La pubblicazione è obbligatoria agli effetti del d.lgs. 33/2013, pertanto nel caso sia omessa è attivabile da chiunque l’istituto dell’accesso civico.

Entro il 31 marzo 2016, i presidenti delle province hanno l’onere di predisporre una relazione sui risultati conseguiti.

Anche tale relazione deve essere trasmessa alla competente sezione regionale di controllo della Corte dei conti e, quindi, pubblicata sul sito internet dell’ente. La pubblicazione è obbligatoria ai fini del “decreto trasparenza”.

Attuazione

Una volta approvato il piano operativo, lo stesso dovrà essere attuato attraverso ulteriori atti che potranno prevedere cessioni, scioglimenti, accorpamenti e fusioni.

Il comma 613 della legge di stabilità 2015 precisa che nel caso di società o di partecipazione acquistate per espressa previsione normativa, gli atti di scioglimento ovvero di liquidazione ovvero di dismissione sono disciplinati unicamente dalle disposizioni del codice civile e “non richiedono né l’abrogazione né la modifica della previsione normativa originaria”.

Il comma 614, infine, estende ai piani operativi in esame, l’applicazione della legge 147/2013 (art. 1 commi da 563 a 568-ter) in materia di mobilità del personale, gestione delle eccedenze e di regime fiscale agevolato delle operazioni di scioglimento e alienazione.

Finalità istituzionali

La legge 190/2014 conserva espressamente i vincoli posti dall’art. 3 commi dal 27 al 29 della legge 244/2007 che recano il divieto generale di “costituire società aventi per oggetto attività di produzione di beni e di servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali, né assumere o mantenere direttamente partecipazioni, anche di minoranza, in tali società”.

È sempre ammessa la costituzione di società che producano servizi di interesse generale, che forniscano servizi di committenza o di centrali di committenza a livello regionale a supporto di enti senza scopo di lucro e di amministrazioni aggiudicatrici.

L’acquisto di nuove partecipazioni e, una tantum, il mantenimento di quelle in essere, devono sempre essere autorizzate dall’organo competente con atto motivato da trasmettere alla sezione regionale di controllo della Corte dei conti.

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